{"id":1695,"date":"2012-06-21T17:59:31","date_gmt":"2012-06-21T17:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/?p=1695"},"modified":"2013-04-29T10:46:44","modified_gmt":"2013-04-29T10:46:44","slug":"segni-per-sapere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/segni-per-sapere\/","title":{"rendered":"Segni, per sapere"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1696\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/2012\/06\/segni-per-sapere\/cover_blog\/\" rel=\"attachment wp-att-1696\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696\" class=\"size-full wp-image-1696\" title=\"cover_Blog\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/cover_Blog.jpg\" width=\"640\" height=\"918\" srcset=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/cover_Blog.jpg 640w, http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/cover_Blog-627x900.jpg 627w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1696\" class=\"wp-caption-text\">La copertina della Graphic Novel &#8220;Acerrima Clades&#8221;<\/p><\/div>\n<p>Nella sua evoluzione, il nostro ecosistema culturale presenta senz\u2019altro delle similitudini con quello naturale, perch\u00e9 procede per somma di piccole modifiche che per\u00f2 assumono la forma di catastrofi, ovvero di innovazioni improvvise e inattese, specie se viste in prospettiva: quelle che generano nuove specie, come migliorie funzionali al contesto, rispetto a quelle che le hanno precedute.<br \/>\nAbbiamo un linguaggio scientifico che definisce, attraverso un duplice nome ad individuare genere e specie, somiglianze e differenze con quelle omologhe. Quindi, tassonomie assai complesse, ma ormai pressoch\u00e9 chiuse (di nuove specie se ne incontrano raramente) che definiscono lo scibile in campo naturale; avendo l\u2019accortezza di usare il latino, ovvero una lingua morta che, come tale, non pu\u00f2 pi\u00f9 subire variazioni di significato. Homo significa homo, e sapiens, sapiens. Lo traducessimo in italiano, in inglese, o in qualunque altra lingua viva, dovremmo preoccuparci del significato che la parola uomo, ad esempio, ricopre nel linguaggio attuale.<!--more--><br \/>\nEcco perch\u00e9 i tentativi di rigida definizione degli artefatti funzionali alla comunicazione visuale (le immagini in primis) possono diventar imbarazzanti: perch\u00e9 necessitano di una definizione di contesto e di una condivisione di competenze nella comunit\u00e0 dei parlanti. L\u2019illustrazione scientifica, per esempio, racconta di un genere, illustrazione, e di una specie (o meglio, di un determinativo), ovvero scientifica, che solo dieci anni fa rappresentava un ambito ristretto, apparentemente specialistico, votato a una funzionalit\u00e0 assai specifica; oggi per\u00f2, al mutamento di contesto, essa dialoga con un ambito assai pi\u00f9 ampio, dove l\u2019immagine diventa uno strumento di informazione. Lo chiamiamo informational design, sempre nella necessit\u00e0 di definire contesto d\u2019uso e competenze dei parlanti: i designer ne hanno sicuramente una visione molto pi\u00f9 organica, sul piano delle tassonomie, di altri attori del nostro parterre socio economico.<br \/>\nCos\u00ec, il lettore di fumetti sa perfettamente cosa significa graphic novel: una formula di grande successo, per il respiro che la caratterizza, sostenuto magistralmente da un uso letterario dell\u2019immagine (e si passi il semplicismo). Un\u2019immagine che trattiene pi\u00f9 tempo di quanto non faccia tradizionalmente quella del fumetto tout court, ma anche un\u2019immagine che stabilisce un altro tipo di rapporto con il testo, con la scrittura. Cosa che accade pure nel settore dell\u2019informational design, dove la collaborazione fra i due elementi \u00e8 naturale, ma dove l\u2019immagine si arroga una efficacia semantica e linguistica solo apparentemente inedita.<br \/>\nIl fatto che ci troviamo a descrivere queste tipologie di artefatti con lingue vive, per\u00f2, fa s\u00ec che sia difficile fissarne i significati, senza disperdere la possibilit\u00e0 di intersezioni (incroci?), evoluzioni specialistiche (sottospecie?), adattamento ai contesti (variet\u00e0?). E anche, senza rischiare che il significato stesso delle parole scivoli a sua volta verso altre interpretazioni. Tremenda opera quella della catalogazione delle cose umane, sempre alla ricerca di stabilit\u00e0 categoriali poco plausibili, pena la rigidit\u00e0 della cultura medesima, che obbliga ad aggiornare qualsiasi enciclopedia e qualsiasi dizionario, nel continuo slittamento del rapporto fra i significanti e i significati, e i significanti e i referenti.<br \/>\nPi\u00f9 efficace forse pensare alla funzione che i nostri artefatti, compresi quelli visuali (le immagini, di nuovo), sono chiamati a ottemperare. Perch\u00e9 tutti i nostri artefatti sono destinati a conseguire uno scopo. Cos\u00ec, tanto per rimanere agli esempi precedenti: la definizione graphic novel pu\u00f2 esser utile a definire un obiettivo sostanzialmente narrativo, anche se chiaramente fa riferimento anche ad un formato editoriale preciso, ovvero al posizionamento di un prodotto sul mercato. Informational design invece spiega molto bene che si tratta di qualcosa di progettato e, dunque, atto a risolvere un problema per restituire delle informazioni e per permettere la comprensioni pi\u00f9 efficace di dati.<br \/>\nSi possono anche combinare, queste funzioni: raccontare informando. Che la trasposizione dei dati debba essere analitica e non narrativa \u00e8 una idea che segue una visione della conoscenza astratta e non pragmatica, basata sull\u2019apprendimento intellettuale e non sulla pratica esperienziale. \u00c8 una visione plausibile, come tutte, che ha fatto tuttavia i suoi bravi danni, trasformata come \u00e8 accaduto in assioma della conoscenza medesima.<\/p>\n<div id=\"attachment_1697\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/2012\/06\/segni-per-sapere\/archivista-blog\/\" rel=\"attachment wp-att-1697\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1697\" class=\"size-full wp-image-1697\" title=\"archivista-blog\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/archivista-blog.jpg\" width=\"640\" height=\"975\" srcset=\"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/archivista-blog.jpg 640w, http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-content\/uploads\/archivista-blog-590x900.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1697\" class=\"wp-caption-text\">Il Monaco archivista<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">E qui abbiamo fra le mani un volume che non solo nelle immagini, ma anche nella costruzione del testo e nel rapporto reciproco fra i due, propone un\u2019ipotesi narrativa del trasferimento di informazioni. Un lavoro di progetto, ovvero di problem solving, nell\u2019obbligo di celebrare un evento, che per\u00f2 non possiede una sua particolare iconografia, perch\u00e9 peraltro poco conosciuto ai pi\u00f9, nonostante il suo rilievo storico e la sua cruenta spettacolarit\u00e0.<br \/>\nTutta la scrittura del libro scaturisce da un\u2019azione che libera emotivit\u00e0 e che costruisce il racconto attraverso la soggettivizzazione estrema delle voci dei personaggi. Non si tratta di pura finzione ma di verosimiglianza e di fondata possibilit\u00e0 che quelle voci siano in qualche modo risuonate per davvero cinquecento anni fa. Il testo adotta due strategie combinate, per riportare alla luce le vicende della Battaglia di Ravenna: estremizzare la versione narrativa con la presentazione dei vari aspetti dello scontro dal punto di vista di ipotetici, ma realistici, partecipanti; soddisfare l\u2019esigenza analitica, trasformata in tavola sinottica, dove il testo stesso entra in relazione col graphic design della pagina e con le finalit\u00e0 informazionali connesse.<br \/>\nTutti i personaggi si esprimono sui nodi cruciali dell\u2019evento e forniscono un\u2019ampia gamma di punti di vista e di interpretazioni alla Spoon River, tanto per intenderci, poich\u00e9 pur sempre di epitaffi si tratta, poetici, sintetici, definitivi. Se cos\u00ec non fosse sarebbe impossibile cogliere l\u2019efficacia del trattamento di Les Enfants du diable che riesuma il tema della sopravvivenza dei soggetti pi\u00f9 fragili negli scenari di guerra, oppure quello delle donne \u2013 una vivandiera delle salmerie e una patriota ante litteram \u2013 che riescono a farsi largo tra le maglie troppo strette di una storia che le esclude pur facendo pagare costi altissimi. A forti tinte espressive le voci dei tanti soldati anonimi e mercenari, i disincantati delle guerre, capaci di sgretolare per necessit\u00e0 e natura la patina di retorica e di eroismo che spesso rende illeggibile la verit\u00e0 degli eventi bellici. Non potevano mancare le voci illuminanti di due intellettuali \u2013 un cartografo e un monaco archivista \u2013 che il destino trasforma obtorto collo in protagonisti del massacro, ma anche in testimoni del ruolo della scienza e della cultura nelle guerre e delle infinite ipocrisie che esse si trascinano da sempre. Per finire quattro personaggi storici \u2013 Giulio II della Rovere, Gaston de Foix, Ramon de Cardona e Pedro Navarro \u2013 quattro maschere identificabili, quattro calchi possibili dei protagonisti della battaglia di Ravenna, anche loro intenti a trasformare le loro verit\u00e0 in un definitivo commiato dal mondo.<br \/>\nSolo parole in libert\u00e0, libere epigrafi di improbabili personaggi? Libert\u00e0 d\u2019ispirazione quella s\u00ec, ma soprattutto contenuti ben ancorati alle fonti in un raro tentativo di empatia storiografica che pervade la parola scritta di Cesare Albertano e di Saturno Carnoli e il segno grafico di Gianluca Bernardini in un ritmo tra testi ed immagini sincronico e puntuale. Il disegno racconta quanto altrimenti narrato e puntualizza, fondendo i segni del passato, come le calligrafiche citazioni di elementi iconici del XVI secolo, con lo stile del presente, come il tratto e le forme del graphic computer. Ne risulta un format originale e nuovo: non solo grafic novel, non solo information design, non solo raccolta di prose poetiche, non solo accurata tavola sinottica, ma un tutt\u2019uno che si realizza in un vero libro d\u2019arte capace di lasciare una traccia ancora pi\u00f9 profonda di un convenzionale testo di storia, destinato a fungere da pilota per future ed auspicabili realizzazioni.<br \/>\n<strong>Carlo Branzaglia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Branzaglia insegna all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna e ha tenuto corsi, lezioni e seminari in molte universit\u00e0 italiane ed estere. \u00c8 membro dell\u2019Osservatorio Permanente Adi per il Design Italiano. Tra le sue pubblicazioni Marginali. Iconografie delle culture alternative (Castelvecchi, Roma 2003) e Video Identity (con M. Paj\u00e9, RTI, Milano 2009).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua evoluzione, il nostro ecosistema culturale presenta senz\u2019altro delle similitudini con quello naturale, perch\u00e9 procede per somma di piccole modifiche che per\u00f2 assumono la forma di catastrofi, ovvero di innovazioni improvvise e inattese, specie se viste in prospettiva: quelle che generano nuove specie, come migliorie funzionali al contesto, rispetto a quelle che le hanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1883,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,4],"tags":[],"class_list":["post-1695","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-design"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1695"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1695\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1883"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.latveria.com\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}